Sedentarietà: perché stare seduti è il nuovo fumo

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studi confermano che stare seduti troppo a lungo ha effetti negativi paragonabili ad altri fattori di rischio ben noti. Non è solo una questione di mancanza di sport, ma di stile di vita complessivo.

Molte persone si allenano regolarmente ma trascorrono comunque gran parte della giornata sedute, annullando in parte i benefici dell’attività fisica.

I rischi della sedentarietà per la salute

Passare molte ore seduti rallenta il metabolismo, peggiora la circolazione e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. La sedentarietà è associata anche a disturbi muscoloscheletrici, dolori alla schiena e rigidità articolare.

Dal punto di vista metabolico, stare seduti a lungo influisce negativamente sulla sensibilità insulinica, favorendo l’aumento di peso e l’accumulo di grasso viscerale. Anche la salute mentale risente della mancanza di movimento: stanchezza, calo dell’energia e umore basso sono frequenti.

Nel 2026 la sedentarietà viene riconosciuta come un fattore di rischio indipendente, anche per chi pratica sport.

Come ridurre la sedentarietà nella vita quotidiana

Ridurre la sedentarietà non significa necessariamente allenarsi di più, ma muoversi meglio durante la giornata. Alzarsi regolarmente, camminare qualche minuto, fare pause attive e cambiare posizione spesso aiuta a contrastare gli effetti negativi dello stare seduti.

Anche piccoli gesti fanno la differenza: usare le scale, camminare mentre si parla al telefono, lavorare in piedi per brevi periodi. La chiave è la continuità.

Nel 2026 il movimento viene visto come un’abitudine quotidiana, non come un evento isolato. Integrare il movimento nella routine giornaliera è uno degli investimenti più semplici ed efficaci per la salute.